Balmelli 80 anni di successi

Con una storia alle spalle di quasi 80 anni di attività, Balmelli è entrata a far parte della vita di tutti noi. Questa azienda a gestione famigliare è molto più di uno store: è un caposaldo di Lugano, leader nel suo settore che con gli anni si è espanso ed è stato in grado di differenziarsi e reinventarsi.

Ci tenevamo a raccontare la loro storia e lo abbiamo fatto attraverso una piacevolissima chiacchierata che ho avuto l’onore di fare quest'estate con Bruno Balmelli.

 

Come è nato Balmelli?

Nostro papà era figlio di contadini ed ha deciso di mettersi in proprio riparando le suole delle scarpe. Ha lavorato come un disperato ed è riuscito a costruirsi la sua azienda, aprendo nel 1938 un negozietto in Corso Elvezia. Ha incominciato a fabbricare scarpe ed ha costruito un laboratorio dove c’erano una decina di dipendenti che lavoravano ad una sua linea di scarpe che si chiamava Faspea.

Successivamente ha avuto una parentesi a Ginevra, dove ha aperto un negozio con un collega che purtroppo lo ha imbrogliato obbligandolo a rientrare a Lugano ed a coprire i debiti che si erano creati.

Nostro padre ha avuto 8 figli (4 maschi e 4 femmine), fortuna vuole che i 4 figli hanno scelto la via del commercio. Il primo ad entrare è stata mia sorella e poi sono entrato io.

Ho incominciato facendo importazione di scarpe in vendita e piano piano ci siamo ingolositi e ci siamo spostati sul settore sportivo.

Il negozio in principio era piccolissimo qui in via Pioda, ne avevamo anche uno in Corso Pestalozzi e la fabbrica di scarpe si trovava in via Serafino Balestra. Qui c’era un angolino, dove si vendevano in particolare scarpe da calcio (stiamo parlando degli anni ‘70-‘71). Abbiamo però iniziato ad avere difficoltà con i negozi di sport già presenti su Lugano (all’epoca ce n’erano 3-4) infatti non ci permettevano di avere le forniture dirette.

È a questo punto che abbiamo iniziato a fare la ricerca degli acquisti all’estero e nel giro di 2 anni siamo diventati il negozio di sport più importante del Canton Ticino. Avevamo dei prezzi molto più interessanti ed eravamo più dinamici degli altri.

Il nostro concetto di base è che tutti i fratelli hanno gli stessi diritti e gli stessi stipendi, indipendentemente da quando entrano in società. Questo ci ha permesso di non bisticciare mai.

I suoi figli e quelli dei suo fratelli, vogliono partecipare all’attività di famiglia?

Abbiamo già una generazione che sta entrando, uno è già qui ed è molto bravo. I miei figli sono in giro per il mondo: due sono ingegneri, il terzo sta studiando medicina ed il quarto è diventato stilista e porta avanti il negozio di moda White di Via Nassa.

A causa del divorzio ho cominciato ad aprire in parallelo negozi di moda: White, Cashmere Square (che inizialmente era il nome di una marca, ma poi è diventato il centro del cashmere dove abbiamo preso i migliori livelli di cashmere e abbiamo creato la Piazza del cashmere). Tutto questo l’ho fatto per avere un’entrata alternativa, infatti i negozi si chiamano “Ancora” in quanto per me, erano un’ancora di salvezza per sostenere tutti i costi. Lavoravo 18 ore al giorno.

Quali sono i negozi del gruppo Balmelli?

Balmelli Sport, Balmellino, Mammut Store, l’outlet, tutto quello che è il reparto bici, Cashmere Square e White.

Quanti dipendenti siete?

Una sessantina tutti insieme. In Balmelli Store siamo in 35.

Che tipo di clientela frequenta i vostri negozi?

Abbiamo una clientela locale molto affezionata, ma abbiamo anche una clientela straniera (per lo più tedeschi, austriaci, americani) che quando arrivano vengono sempre a farci visita. Inoltre siamo seguiti da un’ottima clientela italiana la quale è molto affezionata, anche con la differenza di valuta.

C’è stata un’evoluzione negli anni: abbiamo visto dei bimbi (figli dei nostri clienti) crescere…e a loro volta diventare genitori e ad oggi vengono qui con i loro nipoti. Vediamo passare tutte le generazioni, magari si perdono per un periodo perché vanno a studiare all’estero, ma poi ritornano sempre.

Il nostro plus è che instauriamo un rapporto umano con i clienti, abbiamo un’umiltà e una semplicità nell’approcciare il prossimo, questo non è così facile da trovare, da noi c’è un servizio ineccepibile. Teniamo molto a tutelare e a coccolare i nostri clienti. Lavoriamo 12 ore al giorno ed offriamo un servizio che non nessuno fa. Questa è una rarità su Lugano...

Oltre a questo siamo aggiornati sia a livello di gusto che soprattutto di prezzi, ci siamo sempre allineati con l'estero e con i prezzi di internet.

Ci sono dei personaggi famosi che sono venuti a trovarvi?

Si abbiamo avuto cantanti, allenatori di nazionali, musicisti e dei personaggi che sanno di essere riconosciuti... ma ai quali fa piacere che li riconosciamo, ma non diamo l'enfasi e la rottura di scatole che subiscono all'estero soprattutto in Italia. Qui possono venire liberi, molto décontracté... Vengono accolti come a casa loro e si sentono come un cliente normale.

Qual è il prodotto più venduto?

La nostra ricerca negli anni è stata quella di smarcarci nei confronti di quello che era l'invasione di un determinato tempo. Ogni tempo ha la sua storia. Noi ci siamo differenziati offrendo solo la qualità alta. E abbiamo lasciato andare tutto quello che era il basic. Quando le grandi aziende hanno cominciato a fare vendita diretta su internet, ci siamo differenziati vendendo altri brand molto più mirati e più professionali. In definitiva a seconda dei tempi abbiamo un quadro chiaro e inseriamo quello che viviamo nel presente.

Da anni abbiamo inserito il tempo libero con un concetto di moda sportiva, easy, fashion. Aggiornata nel tempo con tessuti elasticizzati - abbiamo fatto un mix & match di tecnico e moda che è molto accessibile e anche popolare. Abbiamo delle tutine molto più soigné, più latine, più italiane. Poiché sentiamo molto questo attaccamento alla cultura latina.

Chi si occupa di selezionare gli articoli?

Io mi occupo di fare tutti gli acquisti di abbigliamento mentre mio fratello è più specializzato nell'acquisto tecnico e insieme valutiamo i bilanci e le trattative. Bisogna un po' negoziare e bisticciare con tutti.

In questo momento siamo un po' in una guerra con i fornitori che importavano in Svizzera i prodotti caricandoci un margine che ad oggi non era più sostenibile, perciò ci muoviamo come all'inizio: stiamo andando direttamente all'estero ad acquistare dall'azienda madre saltando l'importazione. Altrimenti non è possibile fare i prezzi di mercato.

Avete tanti brand...

Si noi ogni anno ci poniamo un progetto, un po’ come fa un artista con delle linee guida da seguire. Decidiamo un determinato numero di colori ed un concetto. C’è una pianificazione chiara.

Lei fa sport?

Si fin da ragazzino gioco a calcio. Ho fatto anche sci, tennis, montagna, alpinismo, bicicletta, nuoto… insomma di tutto. È una condizione psichica e chimica che abbiamo per liberarci da tutti gli impegni e trovare un po' di pace.

La parte culturale è importante però ci vuole anche la parte fisica che riesce a farti scaricare e avere nuova energia fresca per affrontare le problematiche.

La ricerca del benessere penso sia un'esigenza umana e per fortuna è così, alle nostre latitudini bisogna lavorare per vivere e di conseguenza siamo sotto stress tutta la vita. Lo sport è un mezzo per staccare.